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Report AI Search Console: quanto compari nelle risposte di Google? E cosa fare del pulsante per uscirne

5 min di lettura
SEO
AI
Dimitri

Autore: Dimitri

Frontend developer

Dal 31 agosto 2026 Search Console conta le impressioni delle tue pagine in AI Overview e AI Mode, senza clic né query. Come leggere il numero, e perché l’interruttore per uscirne va lasciato acceso.

Interruttore a bilanciere bianco opaco su una placca bianca, visto frontalmente al centro di un fondo chiaro uniforme, con un tenue bagliore ambra che esce dalla fessura sotto il tasto

Da fine agosto in Search Console c’è una voce nuova, e nelle ultime settimane l’ho aperta su quasi tutte le proprietà che seguo. Si chiama «Search generative AI» e dice una cosa sola: quante volte le tue pagine sono comparse dentro AI Overview, AI Mode e nelle funzioni AI di Discover. Insieme al report è arrivato un interruttore, nelle impostazioni della proprietà, per tirarsi fuori da tutto questo.

Il report misura le impressioni, non il traffico: dice dove compari, non quanto ti porta. E l’interruttore, se hai un’azienda che vende prodotti o servizi, secondo me va lasciato acceso: spegnerlo toglie visibilità e non restituisce niente in cambio, nemmeno la protezione dall’addestramento dei modelli.

Il resto di questo pezzo spiega come leggere quel numero senza illudersi, e perché la tentazione di premere il pulsante è comprensibile e quasi sempre sbagliata.

Il report conta le impressioni, e basta

Dentro ci sono le impressioni, divise per pagina, paese, dispositivo e data. Non ci sono i clic, non c’è il CTR, non c’è la posizione e soprattutto non ci sono le query. Google lo ha distribuito a tutte le proprietà del mondo dal 31 agosto 2026, e avverte che un sito con poche impressioni nelle funzioni AI potrebbe non vederlo affatto.

Il confronto con il rapporto Rendimento classico è quindi zoppo in partenza. Lì hai quattro numeri e li puoi incrociare; qui ne hai uno. Un’impressione in AI Overview significa che la tua pagina era fra le fonti del riquadro, non che qualcuno l’ha letta, e nemmeno che il tuo link era visibile senza espandere. È un dato di presenza.

Questo non lo rende inutile. Rende inutile usarlo come si usa il traffico.

Si legge per pagina, accanto ai clic della ricerca classica

Il modo che uso io è aprire il report per pagina e confrontarlo con la stessa pagina nel rapporto Rendimento, sullo stesso periodo. Tre situazioni si ripetono:

  • Impressioni AI alte e clic classici stabili: la pagina è una fonte citata e il traffico non ne ha sofferto. È il caso migliore, e non c’è niente da fare.
  • Impressioni AI alte e clic classici in calo con la posizione ferma: il riquadro sta rispondendo al posto tuo. È il quadro delle ricerche zero click, e questo report finalmente lo rende visibile invece che dedotto.
  • Impressioni AI quasi a zero su pagine che in ricerca classica vanno bene: i tuoi contenuti non vengono pescati. Di solito dipende da come sono scritti, e su come farsi citare da ChatGPT e da AI Overview ho già scritto a parte.

Quello che il report non ti dirà mai è quale domanda ha generato l’impressione. Senza le query non puoi sapere se compari per «quanto costa rifare un sito» o per una definizione da glossario. Devi incrociare con le query del rapporto classico per la stessa pagina, e accettare che sia un’approssimazione.

Un’altra avvertenza: il numero è nuovo, quindi non ha storia. Per qualche mese ogni confronto sarà con il niente. Io lo esporto una volta al mese in un foglio, pagina per pagina, e fra sei mesi avrò un dato in più. Prima di allora è un termometro appena montato.

L’interruttore ti toglie dalle risposte AI, non dall’addestramento

Nelle impostazioni della proprietà, sezione «Search generative AI», c’è un controllo per escludere i tuoi contenuti da AI Overview, AI Mode e dalle funzioni AI di Discover. Google dice che ha effetto entro uno o due giorni, salvo ritardi di cache, e che non viene usato come segnale di ranking: i risultati classici restano dove sono.

Due cose che il pulsante non fa, e che ho già sentito attribuirgli. Non impedisce a Google di usare le tue pagine per addestrare i modelli: per quello esiste il token Google-Extended nel robots.txt, che è un’altra leva e ha un altro effetto. E non ti toglie dalla ricerca: per quello c’è noindex, che però ti toglie da tutto.

User-agent: Google-Extended
Disallow: /

Quindi la scelta è netta. Acceso, compari nelle risposte generate e nei link classici. Spento, compari solo nei link classici. Non c’è una terza opzione, e i modelli si addestrano lo stesso.

Per chi vende un servizio, spegnerlo è una perdita secca

Spegnere l’interruttore può avere senso per chi vive di pagine viste e vede il riassunto AI mangiarsi il clic: un editore, un sito di ricette, un portale di notizie. Lì il conto si può fare, e a volte torna.

Per un’azienda che vende un servizio o un prodotto il conto non torna quasi mai. Il tuo obiettivo non è la pagina vista, è che chi cerca un fornitore trovi il tuo nome. Se ti togli dalle risposte AI, la domanda «che studio scelgo per il gestionale» avrà comunque una risposta generata; solo che dentro ci saranno i tuoi concorrenti e tu no. Non hai protetto il traffico: hai lasciato la stanza mentre gli altri restano seduti.

C’è poi un errore di ragionamento che vedo spesso: «le impressioni AI sono tante e i clic sono pochi, quindi l’AI mi ruba traffico». Il report non lo dimostra, perché il clic dentro non c’è. Quelle impressioni potrebbero essere ricerche che prima non avresti intercettato in nessun modo. Prendere una decisione del genere su un dato senza denominatore, a me sembra un modo di rassicurarsi, non di misurare.

Cosa chiedere a chi ti segue la SEO

  • Che le impressioni AI entrino nel report mensile, pagina per pagina, in una colonna accanto ai clic classici. Non come numero grande in cima alla slide.
  • Che nessuno tocchi l’interruttore senza una ragione scritta. È una scelta di business, non un’impostazione tecnica, e la prende chi paga il sito.
  • Che le pagine con impressioni AI a zero e buon traffico classico vengano riviste nella forma: risposta in apertura, sezioni che si reggono da sole. È la parte di lavoro che noi chiamiamo SEO e GEO.

La mia posizione è che questo report sia una buona notizia, purché lo si legga per quello che è: un contatore di presenza, senza clic e senza query. Il pulsante accanto è la parte pericolosa, perché è facile da premere e difficile da giustificare. Chi lo spegne per un’azienda risolve un fastidio nel grafico e apre un buco nel posto dove i clienti, sempre più spesso, chiedono a chi rivolgersi.

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