Tre automazioni con l'AI che funzionano, e nessuna fa notizia
Le richieste sull'AI parlano quasi sempre di assistenti che rispondono ai clienti. Intanto ci sono tre lavori ripetitivi che si automatizzano bene, e non fanno notizia.
Le richieste che mi arrivano sull'AI somigliano quasi tutte alla stessa cosa: un assistente che parla con i clienti al posto di una persona. È la parte spettacolare, ed è anche quella che si rompe in pubblico. Nel frattempo, dentro le stesse aziende, ci sono tre o quattro lavori che qualcuno fa a mano ogni giorno da anni, e a quelli non pensa nessuno.
Sono lavori noiosi. Ed è esattamente per questo che si automatizzano bene.
Il criterio non è quanto è intelligente, è quanto è ripetitivo
Quando devo dire se ha senso automatizzare qualcosa uso tre condizioni, e sono banali: il lavoro è ripetitivo, è testuale, e il risultato è verificabile da chi lo riceve. Se manca la terza lascio perdere, perché un output che nessuno controlla è un errore che si accumula in silenzio.
Le tre cose che seguono passano tutte e tre le condizioni. Nessuna fa notizia.
1. Smistare quello che arriva
Ogni azienda ha un imbuto di richieste in ingresso: form del sito, caselle di posta condivise, messaggi che arrivano da tre canali diversi. Qualcuno li apre uno per uno, capisce di cosa si tratta, e li gira alla persona giusta. È un lavoro che non lascia traccia e si mangia le mattine.
Qui l'AI fa una cosa sola: legge il testo, capisce di che categoria è, e propone dove mandarlo. Un preventivo al commerciale, un problema tecnico all'assistenza, una candidatura in un'altra cartella.
La parte che conta è quella che si tiene. La classificazione è un suggerimento, non un ordine: il messaggio arriva alla persona con l'etichetta già messa, e se l'etichetta è sbagliata quella persona la cambia in un secondo. Non si perde niente, e si smette di leggere tutto per decidere cosa leggere.
2. Tirare i dati fuori dai documenti
Questa è la più concreta, e per me la più sottovalutata. Chi lavora con fornitori riceve documenti che contengono dati strutturati chiusi dentro un PDF: righe d'ordine, listini, schede tecniche, bolle. Per farli entrare in un gestionale qualcuno li ricopia.
Ricopiare a mano non è solo lento. È la fase dove nascono gli errori che si scoprono a valle, quando il numero sbagliato è già finito in fattura.
Un modello legge il documento e restituisce i campi in forma strutturata. La differenza rispetto ai vecchi sistemi di lettura automatica è che non serve una configurazione per ogni fornitore: il layout può cambiare, i dati si trovano comunque.
La condizione resta la terza. Il modo che funziona è una schermata di conferma dove i campi estratti stanno accanto al documento originale: chi conferma guarda, corregge se serve, e va avanti. È la stessa disciplina che serve costruendo un portale B2B, dove la validazione non è un dettaglio dell'interfaccia ma il punto in cui il dato diventa affidabile.
3. Scrivere le schede prodotto partendo dalle specifiche
Chi ha un catalogo grosso conosce il problema: ci sono le specifiche tecniche, complete e illeggibili, e servono le descrizioni. Nessuno le scrive tutte. Restano centinaia di prodotti con tre righe copiate dal fornitore, che è anche il motivo per cui non si posizionano.
Partire dalle specifiche cambia la natura del lavoro. Il modello non deve inventare: ha i dati, deve solo dirli in italiano leggibile e con lo stesso tono su tutto il catalogo. È generazione automatica su materiale vero, che non è la stessa cosa che scrivere articoli a vuoto.
Due avvertenze. Le descrizioni vanno riviste, e Google guarda proprio quella revisione: ne abbiamo scritto parlando di contenuti generati con l'AI. E va deciso prima cosa non deve entrare nel testo, perché un modello che trova un vuoto lo riempie, e su una scheda prodotto una certificazione inventata diventa un problema commerciale.
Il resto è lavoro umano
In tutti e tre i casi la parte automatizzata è la stessa: leggere, capire, riformulare. Quello che resta a una persona è il resto.
Decidere cosa fare di un caso strano. Rispondere a un cliente arrabbiato. Accorgersi che un documento è sbagliato all'origine e non nella lettura. Sapere che quel fornitore scrive le quantità in un'unità diversa da tutti gli altri.
E poi mantenerla. Un'automazione non è un progetto che finisce: cambia un formato, cambia un fornitore, e va rivista. Chi la mette in piedi senza mettere in piedi anche il modo di accorgersi che ha smesso di funzionare ha spostato il problema, non l'ha risolto.
Da dove si comincia
Non dal processo più costoso. Dal più noioso e meno rischioso, quello dove un errore si vede subito e non fa danni.
E va misurato prima quanto tempo ci vuole oggi, perché altrimenti dopo non c'è modo di sapere se è servito. Sui risparmi diffida delle percentuali che girano nei materiali commerciali: non dicono niente sul tuo caso. Preferisco non darti una cifra piuttosto che dartene una inventata.
La mia posizione è questa: l'AI conviene dove il lavoro è già scritto, già ripetitivo e già controllabile da qualcuno. La domanda giusta non è quale processo sia più importante, ma quale processo qualcuno sta già facendo a mano nello stesso modo ogni giorno. Se vuoi ragionarci, l'AI applicata è uno dei servizi di cui parliamo più volentieri, e la prima cosa che ti diciamo è quali dei tuoi processi non vale la pena toccare.
Autore: Dimitri
Frontend developer
Leggi anche
-
E-commerce Guide · 5 min di lettura
Il sito non basta: cosa serve davvero per vendere online
Il sito è la parte più prevedibile di un e-commerce. A decidere se venderai sono catalogo, spedizioni, pagamenti e resi: le cose da preparare prima di chiedere un preventivo.
-
Web app Guide · 5 min di lettura
Gestionale su misura o in abbonamento: chi si adatta a chi?
La prima domanda è sempre quanto costa farlo su misura. Ma il conto vero comprende una voce che non sta in nessun preventivo: quanto costa piegare l'azienda al software.
-
E-commerce AI Sviluppo web · 4 min di lettura
Vendere capi che esistono in un pezzo solo: il caso NNB Upcycling
Ogni capo di NNB Upcycling esiste in un pezzo solo: niente taglie, niente riassortimenti. Com'è fatto un e-commerce che regge questo vincolo, dai flussi di caricamento ai video generati con l'AI.
Hai un progetto in mente?
Prenota una call gratuita di 30 minuti: parliamo del tuo progetto, senza impegno. Lavoriamo da Modena con aziende in tutta Italia.