Requisiti immagini Google Shopping: cosa cambia dal 31 gennaio 2027? Il minimo sale a 500 pixel per tutti
Autore: Dimitri
Frontend developer
Dal 31 gennaio 2027 Merchant Center vuole almeno 500 x 500 pixel per ogni immagine prodotto. Le foto piccole però non stanno nel feed: stanno nel CMS, e il lavoro è ritrovare gli originali o rifotografare.
Dal 31 gennaio 2027 Google Merchant Center accetta solo immagini di almeno 500 x 500 pixel, per tutti i prodotti e in tutte le categorie. Vale per l’immagine principale (image_link) e per quelle aggiuntive (additional_image_link). Finora il minimo era più basso e cambiava da categoria a categoria: da quella data la soglia è una sola.
Il punto che a me interessa, e che nelle guide non trovo, è un altro: le immagini piccole quasi mai stanno nel feed. Stanno nel CMS, e spesso sono miniature generate anni fa da un tema che nel frattempo è cambiato. Quindi il lavoro non è sistemare il feed. È ritrovare gli originali, oppure rifotografare.
L’aggiornamento 2026 della specifica ha tre date, e l’ultima è quella delle immagini
Google ha raccolto le novità in un unico aggiornamento della specifica dei dati di prodotto, con tre scadenze:
- 14 aprile 2026: arrivano gli attributi di spedizione a livello di prodotto, handling_cutoff_time (l’orario limite giornaliero per elaborare gli ordini) e minimum_order_value (la spesa minima per acquistare e spedire). Debutta anche video_link, facoltativo, con gli errori tecnici di validazione segnalati da subito.
- 30 giugno 2026: i video inviati con video_link diventano idonei alla pubblicazione, e partono i controlli di qualità e di conformità alle norme.
- 31 gennaio 2027: la risoluzione minima di image_link e additional_image_link sale a 500 x 500 pixel in tutte le categorie e per tutti i metodi di marketing. Sotto quella soglia, il prodotto viene disapprovato.
Google aggiunge che proverà a ottimizzare da sé alcune immagini più piccole, per evitare disapprovazioni senza che il merchant faccia niente. La parola da leggere è «alcune»: non è una promessa su cui costruire un catalogo.
Le immagini piccole non stanno nel feed, stanno nel CMS
Il feed non contiene immagini: contiene URL. Ogni image_link punta a un file sul server del negozio, scelto dal plugin o dall’app che genera il feed fra le versioni che il CMS ha a disposizione. Quando un cliente mi gira un avviso di Merchant Center sulle immagini, il problema sta quasi sempre in uno di questi tre posti, e nessuno si risolve toccando il feed:
- Il plugin del feed prende una versione ridimensionata invece dell’originale. WooCommerce, per dire, genera più tagli di ogni immagine caricata, e alcune integrazioni usano quello sbagliato. Questo è l’unico caso facile: si cambia l’impostazione e il feed si rigenera.
- L’originale stesso è piccolo. Caricato anni fa a 400 pixel perché il tema di allora lo mostrava a 300, e nessuno ha più avuto motivo di toccarlo. Da fuori è indistinguibile dal caso precedente, ma qui non c’è nessuna impostazione da cambiare: i pixel non ci sono.
- Il catalogo è arrivato da una migrazione. Chi ha esportato dalla piattaforma precedente ha portato le immagini che vedeva nelle schede, cioè le miniature, e gli originali sono rimasti sul vecchio server, chiuso da tempo.
Mi è capitato di ereditare un catalogo in cui gli ultimi due casi convivevano, e lo si scopriva solo prodotto per prodotto. Dal pannello si vede una foto alla volta, e lì 400 pixel sembrano abbastanza.
Prima di gennaio: contare quante immagini stanno sotto la soglia
Il conteggio si fa in mezza giornata, e cambia il preventivo di tutto il resto. Servono gli URL delle immagini così come stanno nel feed (una colonna del CSV o l’attributo nell’XML) e un modo per leggere le dimensioni di ogni file senza aprirle una a una. Con ImageMagick installato basta questo:
while read url; do printf '%s\t' "$url" curl -s "$url" | identify -format '%w x %h\n' - done < image-links.txt
Il risultato è una tabella con un URL e una dimensione per riga: si filtra ciò che sta sotto 500 su uno dei due lati e si incrocia con le vendite. Il numero da portare al tavolo non è «quante immagini sono piccole», è «quante immagini piccole appartengono a prodotti che vendono». Merchant Center disapprova prodotto per prodotto: un articolo fermo da un anno non è un’urgenza, un best seller sì.
Ingrandire con l’AI è l’ultima opzione, non la prima
La tentazione è passare tutto in un upscaler e chiudere la pratica in un pomeriggio. Su un prodotto dalla forma semplice, fotografato su fondo bianco, il risultato passa e nessuno se ne accorge. Su un tessuto, su una confezione con del testo, su un gioiello, l’upscaler inventa: trame che non esistono, lettere deformate, riflessi al posto sbagliato. E quella è la foto in base alla quale qualcuno compra, e poi fa un reso.
L’ordine che seguo, e che consiglio, è questo:
- Cercare gli originali. Esistono quasi sempre da qualche parte: nell’archivio del fotografo, nel materiale del fornitore, in un disco di chi ha caricato i prodotti la prima volta. Una foto scattata negli ultimi dieci anni è nata a una risoluzione molto superiore a 500 pixel.
- Chiedere al fornitore o al produttore il pacchetto immagini ufficiale, che per i marchi distribuiti esiste già ed è fatto per i rivenditori.
- Rifotografare, partendo dai prodotti che vendono. Un set semplice con fondo neutro e luce diffusa, deciso una volta, produce foto coerenti tra loro; ed è un’occasione per fare le immagini aggiuntive che mancano.
- Ingrandire con un upscaler solo ciò che resta, e guardando il risultato una per una.
Cinquecento pixel sono il minimo di Google, non una buona foto prodotto
Una volta che rimetti mano al catalogo, non fermarti alla soglia. Google stesso consiglia immagini da 1500 x 1500 pixel in su, e sul tuo sito il discorso è lo stesso: una foto da 500 pixel su uno schermo ad alta densità è sfocata, e la scheda prodotto è la pagina in cui la sfocatura costa di più.
La regola che uso nei progetti è conservare nel CMS un originale grande, dai 1600 ai 2000 pixel sul lato lungo, e lasciare che siano il CMS o la CDN a produrre le versioni ridotte per il sito, per il feed e per qualunque canale arrivi dopo. Le versioni ridotte si rigenerano; gli originali no. È la stessa logica del feed per ChatGPT, dove l’URL dell’immagine è uno dei campi obbligatori: chi ha il catalogo pulito lo riusa su ogni canale, chi ha le miniature lo rifà ogni volta.
Cosa decidere adesso, se il negozio è tuo
Le decisioni sono quattro, e nessuna richiede di aspettare gennaio:
- Chiedere a chi gestisce il negozio il conteggio dei prodotti con immagini sotto i 500 pixel, incrociato con le vendite. Senza quel numero ogni preventivo è a caso.
- Cercare gli originali prima di pagare un fotografo. È la parte più noiosa e quella che fa risparmiare di più.
- Se serve rifotografare, farlo per priorità di vendita e con un set fisso, così le foto nuove non stonano con quelle che restano.
- Mettere una soglia nel flusso di lavoro: nessun prodotto va online con un’immagine sotto una certa dimensione. Sul CMS si può bloccare il caricamento, ed è un controllo che evita di rifare questo lavoro fra tre anni.
La mia posizione è che questa scadenza sia un buon pretesto per un lavoro rimandato da anni. Le immagini piccole nel feed sono il sintomo; la causa è un catalogo che nessuno ha mai guardato tutto insieme. Se stai per aprire o rifare un e-commerce, chiedi a chi lo costruisce dove finiscono gli originali delle foto e chi decide le dimensioni delle versioni ridotte. Se il negozio ce l’hai già, comincia dal conteggio: gennaio arriva presto.
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