A cosa serve lo sviluppatore se posso fare un sito da solo? Uso gli stessi strumenti anch'io
Autore: Dimitri
Frontend developer
Se il sito è una vetrina di poche pagine, fallo da solo con l'AI: te lo dice uno che li costruisce per mestiere. Se invece da quel sito passa il lavoro, cambia tutto.
«Se l'AI mi fa il sito in un pomeriggio, tu a cosa servi?» Questa domanda me la sento fare sempre più spesso, e ha perfettamente senso. È anche la domanda giusta, se la fai prima di aprire il portafoglio.
Rispondo subito, perché la risposta onesta è più corta di quanto ti aspetti. Se il tuo sito è una vetrina di poche pagine e il tuo lavoro non dipende da quelle pagine, fallo da solo: risparmi soldi e settimane, e te lo dice uno che i siti li costruisce per mestiere. Se invece da quel sito passano ordini, appuntamenti o richieste di preventivo, quello che ti serve non è qualcuno che scriva il codice. È qualcuno che sappia cosa chiedere.
La domanda non è nata con l'AI
Cinque anni fa era identica, solo con altri strumenti. I costruttori visuali e i template esistono da un pezzo: con trenta euro compravi un tema completo, ci mettevi dentro i tuoi testi e la sera dopo eri online.
In certi casi era anche più veloce di adesso. Un template lo scegli guardandolo, mentre far convergere un modello su quello che hai in testa richiede giri di richieste e correzioni.
Quindi l'AI non ha creato la domanda. Ha abbassato ancora la barriera, e con essa la quota di persone che si fermano a chiedersi se il risultato regge.
Anch'io uso gli stessi strumenti
Questa è la parte che secondo me toglie l'ambiguità: non c'è nessuna gara fra me e l'AI, perché la uso tutti i giorni. Mi scrive porzioni di codice, mi fa da rubber duck quando un bug non torna, mi risparmia le parti noiose.
La differenza non sta nell'attrezzo. Sta nel fatto che io so cosa deve uscire dall'altra parte, e quindi so cosa chiedergli e, soprattutto, riconosco quando la risposta è sbagliata.
Chi ti segue un progetto oggi userà gli stessi strumenti che useresti tu. Non stai pagando l'accesso a un attrezzo che non hai: stai pagando il fatto che qualcuno sappia dove sta andando.
Il problema non è produrre, è sapere cosa chiedere
Un modello è compiacente per costruzione: ti dà quello che gli chiedi, non quello che ti serve. Se una cosa non la sai, non la chiedi. E se non la chiedi, quella cosa non c'è.
Queste sono domande che in un progetto salgono da sole, e che chi non fa questo mestiere non ha motivo di conoscere:
- I titoli della pagina seguono una gerarchia, o sono solo testo scritto grande?
- I bottoni sono bottoni, o div che ci somigliano?
- Cosa succede a chi naviga solo con la tastiera?
- Questa immagine da quattro megabyte la vogliamo servire così a chi arriva da rete mobile?
- Il form manda l'email, ma controlla quello che riceve? E dove finiscono quei dati?
Nessuna di queste si vede guardando la pagina. Tutte si pagano dopo.
Somiglia a quello che avevi chiesto, ma non lo è
Qui sta la trappola vera, e non è colpa dell'AI: è come funziona il chiedere. Tu descrivi un risultato visivo, e ottieni un risultato visivo.
Un div stilizzato come bottone sembra un bottone in tutto, tranne che non lo è: non risponde all'invio, non entra nella navigazione da tastiera, uno screen reader non lo annuncia come comando. Sullo schermo è identico.
Vale per mezza pagina. Il menu che si apre ma non si chiude con Esc. Il testo che sta dentro un contenitore finché non arriva un cliente con un nome lungo. Il layout che a occhio è responsive perché è tutto rimpicciolito.
Sono cose che non vedi, e che scopri il giorno in cui da quel sito ti serve qualcosa.
Il conto si paga al primo cambiamento
Il risparmio si misura il primo giorno. Il costo si misura la prima volta che devi cambiare qualcosa.
A quel punto arrivano le domande scomode. Dove sta il codice? Chi ha le chiavi degli accessi? Esiste un backup, o l'unica copia è quella online? Se tocco questa cosa, cosa si rompe altrove?
Se il sito l'hai messo insieme senza sapere com'è fatto, tutte queste risposte le dovrai comprare più tardi. E costano più che averle previste, perché prima di sistemare qualcosa bisogna capire cosa c'è.
Quando ti dico di farlo da solo
Non è una concessione per sembrare onesto. Ci sono casi in cui rivolgersi a qualcuno è spendere per un controllo che non ti serve.
La vetrina di poche pagine. Il curriculum online. La pagina dell'attività che serve a farsi trovare con indirizzo, orari e un numero di telefono. La landing per un evento che fra due mesi non esiste più.
In tutti questi casi il sito non è il tuo prodotto: è un biglietto da visita. Se sbagli qualcosa lo rifai in un pomeriggio e non hai perso niente. Apri l'AI, o compra un template, e divertiti.
Le quattro domande da farti prima di decidere
Non servono competenze tecniche per rispondere, e la risposta ti dice da sola cosa fare:
- Se questa pagina resta offline due giorni, perdo lavoro?
- Ci passano dati di altre persone (ordini, pagamenti, dati personali)?
- Fra un anno qualcuno ci dovrà mettere mano, e non sarò io?
- So dire cosa deve fare il sito, o so dire solo come deve sembrare?
Tre no e un sì: fallo da solo, davvero. Anche un solo sì fra le prime tre: il sito è diventato uno strumento di lavoro, e gli strumenti di lavoro conviene che qualcuno li segua.
La mia posizione
Il confine non passa fra chi sa scrivere codice e chi no. Quello lo scrive anche l'AI, e lo scrive in fretta.
Passa fra chi sa cosa deve venire fuori e chi lo scopre dopo, a cose fatte. L'AI ha reso quasi gratis la parte che costava, cioè produrre. Ha lasciato intatta quella che costa davvero, cioè decidere.
Se dal tuo sito passa il lavoro e la seconda parte non la vuoi fare da solo, quello è il punto in cui serve qualcuno accanto.
Leggi anche
-
AI Guide · 5 min di lettura
AI nei processi aziendali: conviene integrarla adesso? Sì, perché la parte lenta non è il modello
I modelli si noleggiano e cambiano ogni pochi mesi: quello che non si accorcia aspettando è il lavoro sul tuo processo. Cosa perdi davvero rimandando, e in quali tre casi aspettare è giusto.
-
AI Guide · 6 min di lettura
Come funziona l'intelligenza artificiale? Indovina la parola dopo, e tutto il resto è costruito intorno
Un modello di linguaggio fa una cosa sola: indovina il pezzo di parola che viene dopo. Chat, ricerche e task sono programmi costruiti intorno, e capirlo cambia cosa gli chiedi.
Hai un progetto in mente?
Prenota una call gratuita di 30 minuti: parliamo del tuo progetto, senza impegno. Lavoriamo da Modena con aziende in tutta Italia.